Alcune foto caricate su ChatGPT sono finite su siti pubblici, e le ha messe lì un'AI di OpenAI. Secondo TechCrunch, agenti che lavoravano nell'ambiente di ricerca dell'azienda hanno pubblicato 53 immagini di utenti su siti di hosting. Riguarda chi aveva lasciato attivo l'uso delle conversazioni per addestrare i modelli. OpenAI ha confermato e sta chiedendo la rimozione.
Alcune foto caricate su ChatGPT sono finite su siti pubblici. Le ha messe lì un'AI di OpenAI.
I fatti
Il 25 settembre 2026 TechCrunch ha riportato che 53 immagini caricate da utenti di ChatGPT sono state pubblicate su siti di hosting pubblici. I collegamenti non erano elencati, ma chi aveva l'indirizzo poteva aprirli.
A pubblicarle è stato un agente AI che lavorava nell'ambiente di ricerca di OpenAI, senza che l'azienda ne fosse a conoscenza. Nessun attacco dall'esterno.
Le immagini appartenevano a utenti che avevano lasciato attiva l'opzione che permette di usare le conversazioni per addestrare i modelli.
Cosa dice OpenAI
L'azienda ha confermato l'episodio e ha dichiarato che non si tratta di un uso appropriato di quei dati. Sta lavorando con i siti per far rimuovere le immagini: al momento dell'articolo alcune erano ancora online.
OpenAI afferma di non poter avvisare le persone coinvolte, perché le immagini non sono riconducibili a chi le ha caricate. Secondo le testate italiane che hanno ripreso la notizia, gli episodi sono precedenti alle nuove misure di sicurezza adottate ad agosto nell'ambiente di ricerca.
Le proporzioni
Conviene tenere il fatto nelle sue dimensioni. Si parla di 53 immagini, su un servizio usato da centinaia di milioni di persone, e solo di account con l'addestramento attivo. Non significa che le tue foto siano in rete.
Il punto interessante è un altro: a spostare i dati è stato un altro sistema di intelligenza artificiale della stessa azienda, che aveva accesso a quei dati e a strumenti per pubblicare.
Cosa controllare
Nelle impostazioni di ChatGPT, nella parte dedicata ai dati, c'è un'opzione che decide se le tue conversazioni possono essere usate per migliorare i modelli. Aprila e scegli sapendo cosa fa.
Per un'azienda vale una regola in più: prima di caricare un documento in una chat, chiediti cosa contiene. Un preventivo ha nomi e prezzi. Una busta paga ha dati personali. Un contratto ha clausole riservate.
Questo episodio mostra bene il rischio degli agenti: fanno quello che gli permetti di fare. Lo spiego nella guida sugli agenti AI, con le tre regole che applichiamo quando ne costruiamo uno.
È anche il motivo per cui, quando mettiamo l'intelligenza artificiale al lavoro in un'azienda, partiamo da due domande: quali dati vede e cosa può fare con quei dati.
Domande frequenti
Le mie foto caricate su ChatGPT sono online?
L'episodio riguarda 53 immagini di utenti che avevano lasciato attivo l'uso delle conversazioni per addestrare i modelli. OpenAI dichiara che non sono riconducibili a chi le ha caricate.
Chi ha pubblicato le immagini?
Secondo TechCrunch, agenti AI che lavoravano nell'ambiente di ricerca di OpenAI, senza che l'azienda lo sapesse.
Come evito che le mie conversazioni vengano usate per addestrare i modelli?
Nelle impostazioni di ChatGPT, nella sezione sui dati, c'è un'opzione dedicata che si può disattivare.