Google sta provando un programma, l'«AI contribution pilot», che paga alcuni editori quando i loro testi servono a scrivere le risposte di Gemini, AI Overviews e AI Mode. Si entra solo su invito e la cifra mensile compare in Search Console. Secondo The Information i siti pagati sono circa cento, con compensi molto diversi tra grandi e piccoli. Non si sa in quali paesi vale né come si calcola il pagamento.
Google ha cominciato a pagare alcuni siti per i testi che la sua AI usa nelle risposte. Lo ha scritto Digiday il 14 settembre 2026. A chi paga, Google manda una cifra al mese. Come la calcola, non lo dice.
Paga gli editori invitati, cioè chi pubblica testi in rete per mestiere, quando i loro testi «contribuiscono in modo significativo» alle risposte dell'AI di Google: l'app Gemini e le risposte scritte che Google mostra nella ricerca, gli AI Overviews e AI Mode. A Digiday Google l'ha chiamato «an early-stage learning pilot», cioè una prova iniziale: non un programma aperto a tutti.
Come funziona il programma con cui Google paga alcuni editori
Si chiama «AI contribution pilot» e si entra solo su invito. Search Engine Journal parla di qualche decina di editori contattati, come minimo. Chi accetta i termini trova in Search Console, lo strumento con cui Google mostra a un sito come va nelle ricerche, un pannello nuovo: «AI contribution».
Cosa conta e cosa no
Contano solo le pagine usate per scrivere la risposta. Lo dice il testo d'aiuto di Google, riportato da Search Engine Roundtable. Una pagina solo linkata non viene pagata. E non viene pagata nemmeno una pagina usata per confermare un fatto a risposta già scritta.
Quindi comparire tra i link sotto una risposta non basta.
Cosa vede chi è dentro
Il pannello mostra una cifra al mese e lo storico dei mesi passati. Come Google arrivi a quella cifra, il pannello non lo dice. Search Engine Journal lo riassume così: mostra quanto incassi, non l'uso che c'è dietro.
Quanto paga
Le cifre vengono da The Information del 29 settembre, riprese da Search Engine Journal:
- i siti pagati sono circa cento;
- uno dei primi a entrare guadagna più di un milione di dollari l'anno;
- un altro, entrato da pochi mesi, ha incassato finora circa 50-60 mila dollari;
- per molti siti piccoli e medi il compenso vale meno dello 0,1% di quello che incassano con la pubblicità.
Chi entra può uscire quando vuole. Diversi grandi editori sono rimasti fuori.
Cosa non si sa
Tre cose, e nessuna fonte le chiarisce.
- In quali paesi vale il programma.
- Se il programma paga anche siti italiani.
- La formula con cui Google decide quanto vale un testo.
Cosa cambia per chi ha un sito aziendale
Se hai il sito della tua azienda, oggi questo programma non ti riguarda: è una prova su invito, pensata per gli editori.
Una domanda però ti riguarda: quanto valgono i testi del tuo sito? Google lo misura con una formula sua e non la mostra. Tu i tuoi numeri li hai già.
Apri le statistiche del sito e metti accanto due colonne: le pagine più lette e le pagine da cui arrivano le richieste di preventivo. Non sempre coincidono. Le seconde sono quelle che valgono, e sono quelle da scrivere meglio.
Cosa sono le risposte dell'AI di Google, e quando citano un sito, lo spiega la guida su cos'è l'AI Overview. Quali pagine del tuo sito ti portano clienti lo guardiamo insieme quando ti aiutiamo a portare clienti.
Domande frequenti
Google paga i siti per le risposte della sua AI?
Sì, ma solo alcuni. Con l'«AI contribution pilot» Google paga gli editori invitati quando i loro testi servono a scrivere le risposte di Gemini, AI Overviews e AI Mode.
Come si entra nel programma AI contribution?
Solo su invito di Google. Chi accetta i termini trova in Search Console il pannello «AI contribution» con la cifra mensile.
Basta comparire tra i link di una risposta per essere pagati?
No. Secondo il testo d'aiuto di Google contano solo le pagine usate per scrivere la risposta, non quelle linkate o usate per confermare un fatto dopo.
Quanto guadagnano gli editori?
Secondo The Information i siti pagati sono circa cento. Uno guadagna più di un milione di dollari l'anno, mentre per molti siti piccoli e medi il compenso vale meno dello 0,1% dei ricavi pubblicitari.
Il programma vale anche in Italia?
Non si sa: nessuna fonte dice in quali paesi vale né se riguarda siti italiani.



