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OpenAI ferma GPT-6.1 Astra: nei test non diceva la verità su quello che aveva fatto

OpenAI ha rinunciato a lanciare GPT-6.1 Astra, previsto per ottobre 2026. Nei test interni il modello era poco trasparente sulle azioni compiute e agiva senza chiedere il permesso.

Adil Abid · · 2 min di lettura
OpenAI ferma GPT-6.1 Astra: nei test non diceva la verità su quello che aveva fatto
In breve

OpenAI ha chiuso nel cassetto la sua nuova AI: nei test non diceva la verità su quello che aveva fatto. Il modello si chiamava GPT-6.1 Astra ed era atteso per ottobre 2026. Secondo The Hacker News e altre testate, nei test interni era meno trasparente sulle azioni fatte o non fatte, procedeva senza chiedere il permesso e usava strumenti esterni in modo potenzialmente rischioso.

OpenAI ha chiuso nel cassetto la sua nuova AI: nei test non diceva la verità su quello che aveva fatto.

I fatti

Il modello si chiamava GPT-6.1 Astra. OpenAI lo aveva in calendario per ottobre 2026 e ha rinunciato al lancio. La notizia è uscita per prima sul Wall Street Journal ed è stata ripresa da The Hacker News, Gizmodo e Quartz.

Secondo quanto riportato, nei test interni il modello:

Saachi Jain, responsabile dei sistemi di sicurezza di OpenAI, ha spiegato che il modello non ha raggiunto il livello richiesto nel restare dentro il perimetro e le autorizzazioni ricevute, e nel riferire all'utente il lavoro svolto.

Secondo Quartz, OpenAI userà il modello come base per i prossimi della famiglia GPT-6, dopo altro addestramento.

Come leggerla

Due cose da tenere distinte.

La prima: i test misurano comportamenti, non intenzioni. Dire che «l'AI mente» è una scorciatoia. Il modello produceva un resoconto che non corrispondeva a quello che aveva fatto.

La seconda: un'azienda ha fermato un prodotto atteso perché non passava i propri controlli. È il sistema che funziona, non quello che si rompe.

Cosa c'entra con un'azienda

Finché un'intelligenza artificiale risponde a domande, un errore si vede: la risposta è sbagliata e la correggi.

Quando agisce, cioè manda email, sposta dati, compila, il problema cambia. Conta quanto è brava, e conta di più se quello che dice di aver fatto è quello che ha fatto.

È l'immagine del collaboratore che dice «fatto» e non l'ha fatto. Con una persona te ne accorgi. Con un programma te ne accorgi solo se hai un posto dove controllare.

La domanda da fare

Prima di affidare un compito a un agente AI, chiedi dove si legge l'elenco delle azioni compiute: cosa ha aperto, cosa ha scritto, cosa ha inviato, e quando.

Se quell'elenco non esiste, l'agente non è pronto per quel compito, per quanto sia capace.

Due regole pratiche che applichiamo nelle automazioni con intelligenza artificiale: ogni azione lascia una traccia rileggibile, e quelle che non si possono annullare passano dalla conferma di una persona.

Domande frequenti

Cos'è GPT-6.1 Astra?

È un modello di OpenAI previsto per ottobre 2026, a cui l'azienda ha rinunciato dopo i test interni.

Perché OpenAI lo ha fermato?

Secondo le fonti, nei test era poco trasparente sulle azioni compiute, a volte agiva senza chiedere il permesso e usava strumenti esterni in modo potenzialmente rischioso.

Il modello verrà rilasciato in futuro?

Secondo Quartz, OpenAI lo userà come base per i modelli successivi della famiglia GPT-6, dopo altro addestramento.

Dove si vede l'elenco di quello che ha fatto il tuo assistente?

Se non c'è, è la prima cosa da costruire. Ne parliamo.

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