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Passaporto digitale di prodotto: si parte dalle batterie il 18 febbraio 2027

Dal 18 febbraio 2027 alcune batterie devono avere un passaporto digitale. Poi tocca a tessile, pneumatici, mobili e materassi. Cos'è, quali dati chiede e da dove partire.

Adil Abid · · 2 min di lettura
In breve

Dal 18 febbraio 2027 alcune categorie di batterie, comprese quelle per veicoli elettrici, devono avere un passaporto digitale di prodotto: una scheda elettronica con origine, composizione, riparabilità e fine vita, leggibile da un codice. Lo prevede il regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile. Seguiranno tessile e pneumatici nel 2027, mobili nel 2028, materassi nel 2029. Il registro europeo è attivo dal 20 luglio 2026.

Dal 18 febbraio 2027 ogni batteria per auto elettriche viaggia con una carta d'identità digitale, o resta ferma.

Cos'è il passaporto digitale di prodotto

Il passaporto digitale di prodotto è una scheda elettronica collegata a un singolo prodotto tramite un codice. Chi inquadra il codice legge com'è fatto il prodotto, da dove arrivano i materiali, come si ripara e come si smaltisce.

Nasce dal regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile, conosciuto con la sigla ESPR. Si applica per categorie di prodotto, con date diverse.

Le date

Secondo PMI.it, che riprende il primo piano di lavoro del regolamento:

Tra i prodotti intermedi il piano indica ferro e acciaio nel 2026 e alluminio nel 2027.

Il registro europeo dei passaporti è attivo dal 20 luglio 2026. Le date dei settori diversi dalle batterie sono indicative: vanno seguite man mano che escono gli atti specifici.

Cosa chiede a un'azienda

Il passaporto è un obbligo di dati. L'impresa deve raccogliere, tenere aggiornate e rendere accessibili informazioni identificative, tecniche, ambientali e di circolarità lungo tutta la vita del prodotto.

Quei dati oggi esistono, ma stanno in posti diversi: le schede dei fornitori in una cartella, la distinta dei materiali nel gestionale, le istruzioni di riparazione in un PDF, qualcosa nella testa di chi lavora in produzione.

Un programma da solo non risolve. I dati arrivano da fornitori, produzione e assistenza, e qualcuno deve metterli in fila.

Da dove partire

Chi produce in uno dei settori in calendario può fare una cosa già questa settimana: scegliere un prodotto e scrivere dove si trova oggi ogni informazione che lo riguarda. Composizione, origine dei materiali, certificazioni, istruzioni.

L'elenco che ne esce dice due cose: quali dati mancano e quali esistono in tre versioni diverse. È lo stesso lavoro da cui parte Minerva quando entra in un'azienda: prima si mette ordine dove il dato nasce, poi ci si costruisce sopra.

Una precisazione: la conformità la certifica chi ne ha titolo. Noi possiamo aiutare a raccogliere e collegare i dati.

Domande frequenti

Cos'è il passaporto digitale di prodotto?

È una scheda elettronica, collegata al prodotto da un codice, che contiene dati su origine, composizione, riparabilità e fine vita. Lo prevede il regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile.

Da quando è obbligatorio il passaporto digitale di prodotto?

La prima scadenza è il 18 febbraio 2027 per alcune categorie di batterie. Seguono tessile e pneumatici nel 2027, mobili nel 2028 e materassi nel 2029, con date ancora indicative.

Il passaporto digitale riguarda tutti i prodotti?

No. Si applica per categorie, con un calendario che viene definito per gradi.

I dati dei tuoi prodotti stanno in cartelle diverse?

Il passaporto è prima di tutto un lavoro di dati. Raccontami dove li tenete oggi e ti dico da dove conviene cominciare.

Minerva