Il marketing si divide in due categorie.
Chi guarda un foglio Excel e chi guarda una mood board. Chi misura le conversioni e chi misura «l'impatto emotivo del brand». Chi sa quanto costa un contatto e chi sa spiegarti per venti minuti perché quella particolare sfumatura di verde trasmette affidabilità.
La cosa interessante è che entrambi sono convinti di fare marketing.
Un metodo quasi imbarazzante
Il nostro è di una semplicità che mette a disagio: guardare i numeri, capire cosa funziona, fare di più di quello che funziona.
Niente magia. Niente «fidati del processo». Niente riunioni per decidere se il carattere è abbastanza «premium».
C'è chi, nel frattempo, deve ancora decidere come formattare i sottotitoli.
Perché mi trovo meglio con gli imprenditori
Questo spiega perché mi trovo meglio con gli imprenditori che con i dirigenti.
Quando parlo con un imprenditore, queste cose le capisce al volo. Ogni euro è suo. Ogni euro sprecato è un euro che non torna.
Quando parlo con un dirigente, la conversazione scivola verso il «posizionamento del brand» e il «valore percepito». Concetti bellissimi. Impossibili da collegare a un bonifico.
È quasi commovente, in un certo senso. La capacità di costruire cattedrali teoriche per giustificare risultati che nessuno misurerà mai.
Il 27 del mese
Il business non è un esercizio estetico. È matematica con qualche variabile creativa.
Puoi raccontarti tutte le storie che vuoi. Poi arriva il 27 del mese e servono i bonifici.
Se vuoi vedere cosa intendo per guardare i numeri, sono qui.



