Quella pubblicità truffa nel tuo feed te l'ha scelta un algoritmo. Il 16 settembre 2026 il tribunale di Francoforte ha condannato Meta per annunci falsi che usavano, senza permesso, nome e volto di un noto divulgatore finanziario tedesco. Per i giudici Meta non può dirsi all'oscuro, perché decide con aste e algoritmi quali annunci mostrare e quando. La sentenza è di primo grado e Meta può fare appello.
Quella pubblicità truffa di ieri sera, col personaggio famoso che promette soldi facili? Te l'ha scelta un algoritmo.
I fatti
Il 16 settembre 2026 il tribunale di Francoforte sul Meno ha deciso su un caso di annunci falsi pubblicati su Facebook e Instagram. Gli annunci usavano, senza permesso, il nome e il volto di un noto divulgatore finanziario tedesco per promuovere investimenti fasulli.
Secondo il comunicato del tribunale:
- Meta si è difesa invocando la mancata conoscenza dei contenuti, prevista dalle norme europee sui servizi digitali;
- per i giudici Meta non può invocarla, perché decide l'ordine e il momento in cui gli annunci vengono mostrati, con un'asta automatica, e gestisce i feed con propri algoritmi;
- il tribunale ha ordinato a Meta di smettere di diffondere quegli annunci, risarcire i danni e fornire informazioni sugli annunci e sui ricavi generati.
Meta si è detta in disaccordo, riporta Reuters.
I limiti della notizia
Tre cose da tenere ferme.
- È una sentenza di primo grado. Meta può fare appello.
- Riguarda quel caso, in Germania. Non ha effetti diretti in Italia.
- Non dice che Meta vuole le truffe. Dice che chi sceglie cosa mostrare non può dirsi estraneo a quello che mostra.
Perché interessa chi fa pubblicità onesta
Il feed è una vetrina, e ogni vetrina ha un vetrinista.
Chi investe in annunci veri compare nello stesso spazio degli annunci falsi. Ogni truffa che passa toglie credibilità anche a chi sta accanto: le persone imparano a diffidare di tutto quello che è sponsorizzato.
La conseguenza pratica, per un'azienda, è che un annuncio deve farsi credere. Aiutano le cose verificabili: un indirizzo, un nome, recensioni con un volto, un prezzo, una promessa che si può controllare.
Cosa puoi fare tu
Quando vedi una pubblicità truffa: tre puntini in alto a destra, poi «Segnala inserzione». Richiede dieci secondi.
Da quel momento, almeno di quella, la piattaforma è a conoscenza.
Su come funziona l'asta degli annunci e come si costruisce una campagna che regge, c'è la guida su Meta Ads. E su chi c'è dietro certi profili, la notizia sugli influencer finti.
Costruire annunci che dicono cose vere e misurabili è il nostro modo di portare clienti.
Domande frequenti
Cosa ha deciso il tribunale di Francoforte su Meta?
Il 16 settembre 2026 ha stabilito, in primo grado, che Meta risponde di annunci falsi che usavano nome e volto di una persona senza permesso, ordinando di rimuoverli, risarcire i danni e fornire dati su annunci e ricavi.
La sentenza vale anche in Italia?
No. Riguarda un caso specifico in Germania, è di primo grado e può essere appellata.
Come si segnala una pubblicità truffa su Facebook o Instagram?
Dai tre puntini in alto a destra dell'annuncio, scegliendo «Segnala inserzione».



